Relatori: Gianfranco Magri, Alessia Ottone
ArteControl Consulting – Olympo Antitarlo Group
La disinfestazione radicale è solo una delle fasi della Conservazione Preventiva, che prevede anche quella precedente di diagnosi e quelle successive di messa in sicurezza, prevenzione, monitoraggio, ordinaria manutenzione, tutte fra loro sinergiche e integrate ai fini del progetto per la durabilità del legno, oggi non oggetto di questa trattazione.
Gli agenti biotici di degrado sono tarli e tèrmiti, che si nutrono di legno, formiche, api e vespe, che nidificano nel legno, funghi e carie, che si sviluppano al superamento della soglia critica di umidità e temperatura.
Solo le infestazioni da insetti xilofagi richiedono l’impiego di tecnologie; quelle da insetti carpentieri, funghi e carie richiedono l’impiego di metodologie; per brevità, di ciò si farà solo un breve accenno.
Le tèrmiti richiedono due differenti approcci alla disinfestazione: Kalotermes flavicollis e Kriptotermes brevis del legno secco vanno trattate con tecnologie, mentre Reticulitermes lucifugus del terreno con metodologie.
Le tecnologie disponibili sul mercato per la disinfestazione radicale delle carpenterie sono le più svariate: essicazione, microonde a libero irraggiamento, ozono, termo-induzione, infrarossi.
Solo le ultime due garantiscono l’assoluta integrità del legno allo stato originario e la sicurezza ambientale per le persone.
La termo-induzione a terra delle carpenterie è raccomandata prima della messa in opera, per evitare che infestazioni in atto, ma ancora occulte, perché non ancora ultimato il ciclo riproduttivo, manifestino gli sfarfallamenti dopo la consegna delle chiavi al committente.